Siamo tutti cultural prosumers!

La tecnologia, ormai, fa parte della nostra quotidianità. Il suo sviluppo è in continua evoluzione, infatti, negli ultimi anni, noi utenti siamo passati da un approccio passivo ad uno detto "2.0", ciò significa che il prodotto si conforma alle nostre esigenze. Questo processo ha invogliato le persone a comunicare i propri gusti, attività ed opinioni sul web. E' proprio sulla base delle opinioni dei consumatori che molti scelgono i propri acquisti.

Questo fenomeno ha portato alla creazione dei "prosumers" ovvero vengono assunti dalle aziende i consumatori-tipo per seguire le varie fasi di un prodotto: dalla sua creazione al consumo. "User-Generated Content" indica proprio i contenuti realizzati dagli utenti stessi e ultimamente si è fatta strada anche nel mondo della cultura. Ne è un esempio "Tate movie project", iniziativa che chiedeva ai bambini di realizzare film d'animazione utilizzando delle piattaforme online intuitive. Se in questo caso la richiesta era di creare qualcosa, il prossimo esempio testimonia che il donare un proprio bene già esistente fa sempre parte di questo nuovo movimento. Infatti il progetto "Wedding Fashion" chiedeva di caricare fotografie del proprio matrimonio in vista di una mostra dedicata agli abiti da sposa tenuta al Victoria & Albert Museum nel 2013.

Per realizzare tali progetti è necessaria una buona gestione poiché i consumatori sono sempre più inclini a partecipare, ma al tempo stesso sono più selettivi nella scelta dei siti su cui contribuire. Inoltre è consigliata un'attività di "follow-up" per far sentire agli utenti che il loro contributo è stato apprezzato.

Grazie a questi nuovo metodi di interazione i musei possono ampliare le proprie attività e utilizzarle per differenziarsi sul mercato.

 

Camilla Remondina

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