Siamo tutti cultural prosumers!!

Negli ultimi anni, il rapporto con gli strumenti tecnologici è andato via via cambiando: da passivo ad attivo, detto anche "2.0".

Infatti, il fenomeno dei social media è nato dall'esigenza di entrare in contatto con altri utenti e di comunicare in prima persona desideri, attività, eccetera con meno filtri possibili.

Il mondo culturale e il settore dei musei non si possono tirare fuori da questo cambiamento poiché hanno la possibilità di trarne vantaggi e minimizzare gli effetti negativi. In questo campo, nascono i "prosumers": produttori-consumatori che sono stimolati alla partecipazione alla rete e che creano prodotti.

Un'altra forma di partecipazione interessante è quella legata alla produzione di "User-Generated Content", vale a dire la varietà di prodotti e contenuti che vengono generati dagli "user" cioè dai fruitori dei beni stessi.

Vi sono molti casi interessanti come quello del sito internet di Tate dedicato ai bambini dove si è portato avanti il "Tate Movie Project" dove tutti i bambini tra i 5 e i 13 anni interessati potevano partecipare, inviando disegni così da creare un film di animazione.

E' quindi evidente come le opportunità dell'UGC siano molte e di impatto.

Per finire, i musei e le organizzazioni culturali dispongo di sempre nuove opportunità, il cui utilizzo intelligente e organizzato potrebbe fare la differenza nell'ormai mercato competitivo della cultura.

 

Giulia Montini

 

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