Le tecnologie digitali hanno modificato la realtà dei musei e, in generale, delle istituzioni culturali che hanno lo scopo di esporre al pubblico le testimonianze del patrimonio materiale e intangibile dell’umanità. Grazie alle ICT si sono moltiplicate non solo le possibilità di allestimento degli spazi museali, ma anche i modi di fruire delle esperienze e dei prodotti culturali da parte dei visitatori e i modi di (ri-)creare gli oggetti esposti. Inoltre, un ultimo cambiamento nella realtà museale attuale è l’importanza della presenza delle istituzioni culturali sui social network, per dialogare e confrontarsi con i propri utenti e per promuovere le attività svolte nel proprio centro. 

E' possibile individuare tre approcci diversi, con i quali le nuove tecnologie intervengono sul rapporto tra il visitatore e l’istituzione museale. Il primo riguarda il contenitore culturale (cioè l’ambiente che ospita i contenuti culturali e la sua organizzazione): tendenzialmente le tecnologie hanno alterato le modalità di allestimento secondo un’ottica di amplificazione dei percorsi e delle modalità di visita. Il secondo approccio interviene sul contenuto culturale: l’utente può personalizzare la propria visita, selezionando i contenuti. L’ultimo approccio ha portato alla nascita di nuovi scenari partecipativi di fruizione, in cui i visitatori possono plasmare l’architettura del contenitore culturale e creare nuovi contenuti culturali. Soprattutto negli ultimi anni, con il rapido susseguirsi di innovazioni tecnologiche e con la diffusione altrettanto veloce di dispositivi elettronici, numerosi musei hanno adottato diversi tipi di tecnologie digitali, per modificare il modo di allestire le esposizioni e, di conseguenza, le esperienze di visita degli utenti. 

A grandi linee, i cambiamenti principali hanno modificato: lo spazio, cioè l’ambiente espositivo; il tempo, la durata della visita; il grado di personalizzazione di fruizione; la partecipazione degli utenti; le relazioni tra il pubblico e le istituzioni. Da un punto di vista spaziale, le tecnologie ICT e i dispositivi mobili hanno permesso al museo di superare i confini fisici dell’edificio, per diventare fruibile, in nuove forme ibride, in ambienti e piattaforme virtuali e negli spazi aperti. Questa libertà spaziale, arricchita da quella temporale, permette al visitatore di dilatare la propria esperienza di visita. Attraverso siti web, applicazioni, musei virtuali, cataloghi 3D online, l’utente può formarsi sia prima che dopo la visita.

Le possibilità offerte dalle nuove tecnologie sono innumerevoli, ma presentano anche dei limiti. Prima di tutto, adottare e mantenere certe infrastrutture tecnologiche ha un costo, che non tutti i musei possono sostenere o che non sempre rappresentano un buon investimento. In seconda istanza non tutti gli utenti dispongono degli stessi dispositivi tecnologici (per esempio lo smartphone con telecamera per inquadrare i codici QR), per cui le istituzioni non devono limitarsi all'utilizzo di un canale di comunicazione, per non svantaggiare alcune fasce d’utenza. Infine non tutti gli utenti hanno le competenze tecnologiche necessarie per usufruire degli stessi strumenti o, più semplicemente, preferiscono fruire dei musei in modo tradizionale e sequenziale. Dunque al momento istituzioni culturali e studiosi continuano a interrogarsi sul modo e sulle conseguenze di implementare le tecnologie attuali nelle esposizioni, mentre ogni museo sceglie che soluzioni implementare, a seconda dei propri contenuti e dei propri obiettivi.