Sono d'accordo con l'articolo "MUSEUM PROFESSIONALS IN THE DIGITAL ERA" dal momento in cui si dice che il museo del XXI secolo debba andare al passo con la propria era.
Ci si trova in un mondo dove la tecnologia e la multimedialità apre infinite porte sul mondo del futuro e ritengo che sia giusto che un'istituzione si prenda il compito, e la responsabilità, di formare il proprio pubblico tramite la tecnologia.

Le generazioni d'oggi partono avvantaggiate perché nascono in questo mondo tecnologico e già sanno utilizzare gli strumenti del settore (telefoni, tablet, dispositivi touchscreen,..). Per quanto riguarda, invece, il pubblico adulto che si è approcciato solamente negli ultimi anni al mondo della tecnologia, necessita di alcune figure professionali che lo guidino all'interno del museo.

La tecnologia ha anche il compito di formare culturalmente il pubblico che visita un museo. Essa è un metodo facile ed efficace nel mondo di oggi proiettato totalmente verso il futuro.

Secondo me ci deve essere un punto d'incontro tra la facilità di fruizione da parte del visitatore e le proposte tecnologiche, che non sempre devono essere partecipative. Faccio un esempio per capirci meglio.

Per esempio il Museo del Cinema di Torino propone dei video che il visitatore può guardare comodamente seduto su una poltroncina reclinabile.
La tecnologia, in questo caso, è presente, il visitatore può soffermarsi o meno su queste poltroncine per vedere il video, ma se lo farà resterà comunque soddisfatto della proposta interattiva nonostante la partecipazione passiva (stare comodamente seduto guardando solamente).