Il mondo in cui viviamo ci mette tutti in comunicazione, è semplice trovare informazioni che ci servono su Internet. Nonostante questo è importante che i musei rimangano al passo con queste innovazioni, promuovendo l'integrazione di culture, consapevoli che ogni visitatore è diverso dall'altro, per esigenze e provenienze.

La diversità culturale va protetta e sottolineata, a lei dobbiamo la creazione, ad esempio, di musei etnografici. La funzione del museo deve restare quella di educare, conservare ed essere luogo di apprendimento, oltre che di ricerca.

Il museo ci offre spunti di riflessione sul passato per poter vivere nel presente, comprendendo l'importanza di ciò che è stato. Inoltre, ci spinge a creare un rapporto con il luogo in cui abitiamo perché spesso non lo conosciamo così bene.

La tecnologia deve accostarsi ai musei per arrivare a tutti, ovunque, per incrementare il pubblico, per avvicinarsi ad esso. Integrando i dispositivi tecnologici con il percorso museale, si può fornire un'esperienza al visitatore che, non solo resta nella memoria, ma accresce la conoscenza personale. Anche seguire i social dei più importanti istituti museali spinge alla visita: affasciante vedere il dietro le quinte delle collezioni più famose, di quelle opere che abbiamo visto sui libri e che raccontano storie. Estremamente interessante il Rijksstudio, dove si possono osservare le opere contenute nel Rijksmuseum e creare la propria cartella con i dipinti preferiti, oltre che zoomare fin quasi a vedere il fine tratto del pennello; diventiamo dei collezionisti, richiamo a quelli di secoli fa che hanno fatto sì che molti musei vedessero la luce. Questi strumenti rendono partecipi gli spettatori, senza risultare banali.