Credo che questo articolo sollevi delle questioni importantissime, soprattutto legate all'importanza che ha per il museo la modernizzazione e la digitalizzazione. La tecnologia può far davvero tanto per permettere al museo di assolvere nel pieno della sua qualità la funzione educativa. Coglie quelle che sono le funzionalità già insite nel museo, la possibilità di un apprendimento non confinato in un breve arco di tempo bensì potenzialmente esteso a tutta la vita di un individuo (lifelong learning), per offrire nuove possibilità al pubblico, sempre più varie e interessanti. 

Per quanto riguarda le professioni ICOM e le competenze richieste, credo che non si debba tralasciare un aspetto importante: ovvero la possibilità che qualunque operatore museale possa essere, in un certo modo, ricercatore, una figura in grado di passare da un momento all'altro dalla biblioteca alla scrivania del pc. Ritengo che la comunicazione sia importante, ma che prima di imparare a comunicare sia necessario sapere che dire. Una cosa che si nota è che spesso il campo della comunicazione viene lasciato a soggetti che sì, sanno comunicare, ma comunicano banalizzando i concetti. Il rischio corrente è che la tecnologia non faccia altro che incrementare tale processo di banalizzazione dei contenuti. Ciò non vuol dire disprezzare la tecnologia a priori, ma avere la coscienza di sapere usarla in modo giudizioso. Accanto a tale coscienza, la tecnologia si può evolvere e diventare una componente fondamentale all'interno dell'ente museale.