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Il museo digitalizzato è un argomento che fa sicuramente discutere.

 

Secondo questa definizione il museo dovrebbe stare al passo con i tempi, quindi seguire il trend dell'uso dell'aggettivo iper. Sicuramente il primo passo per potersi aggiudicare questa definizione è l'avvicinamento ai social, ormai utilizzati da chiunque e metodo iper veolce per lo scambio informazioni.

 

L'uso dei social e del web in generale è sicuramente un grande aiuto per aumentare l'accessibilità alla cultura, per chiunque, senza nemmeno muoversi da casa o passeggiando per strada con uno smartphone. Con una tale facilità d'accesso ad un museo però, si rischia di ottenere anche un effetto indesiderato: rinunciare, ad esempio, alla visita reale, preferendo quella virtuale.

 

L'idea di Museo 3.0 nasce dal contatto con la gente, dall'opinione delle persone, specialmente profani a riguardo, in modo tale che ogni persona diventi il perfetto fruitore.

 

Questo però non deve intaccare l'aurea culturale e non deve deturpare l'idea di museo.

 

Ciò che però ci si aspetta dal museo 3.0 è di essere fruibile e capibile da tutti, dal visitatore più esperto al grande pubblico, compensando così un grande problema riguardante il museo classico ed i suoi allestimenti.

 

Ciò che è più auspicabile per il museo è che l'essere iper social determini un incremento delle visite.

 

Il museo classico necessita sicuramente di uno svecchiamento, senza però violare la sua aurea culturale e affascinante.