Da diversi decenni ormai è stata annunciata la nascita di una società dominata dalla tecnologia e per questo nasce l'esigenza di adottare nuove strategie comunicative che coinvolgano anche i musei. A questo proposito si è iniziato ad affrontare la tematica del Museo 3.0, ossia la creazione del museo digitale. Al fenomeno della digitalizzazione ha aderito anche quello che sembrava essere il territorio più estraneo e inviolabile di tutti, ossia il mondo dell'arte. A dimostrazione di ciò, troviamo la creazione di musei virtuali e l'elaborazione di nuovi progetti. Se in passato si è preferito digitalizzare la quantità di materiale conservato presso archivi e biblioteche, ora si lavora in ottica di una digitalizzazione del museo. Il progetto Mud-Museo digitale  ad esempiovuole avvalersi degli strumenti offerti dal web, e dai social in particolare, con lo scopo di avvicinare e coinvolgere maggiormente il pubblico.

Per alcuni aspetti però, questo progetto suscita alcune perplessità; tra queste il fatto che il museo non debba avere come obbiettivo trarre profitto, ma si renda veicolo di divulgazione culturale: l'unica preoccupazione deve essere quella di educare i visitatori alla cultura, poiché la maggioranza del pubblico non possiede gli strumenti adeguati per poter comprendere le opere. A tal proposito, stanno nascendo nuove strategie comunicative studiate in modo da trasmettere concetti al grande pubblico in modo più chiaro possibile. Lo scopo del museo 3.0 sarà quindi quello di attivare mediante il supporto tecnologico, la trasmissione culturale sia al visitatore esperto che a quello profano.

Non bisogna inoltre correre il rischio di confondere lo svecchiamento del sistema museale, tramite la tecnologia e le strategie comunicative , con la violenza vera e propria dell cultura. L'obbiettivo della digitalizzazione è quindi quello di avvicinare ogni tipo di pubblico alla realtà museale.