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Nell'articolo "La cultura iper connessa. Il museo 3.0" viene presa in considerazione la tematica della digitalizzazione museale come trasmissione culturale. Il problema che si pongono gli studiosi contemporanei è quello di come usare le nuove tecnologie per far sì che si coinvolga il pubblico in questo processo. Nell'articolo vengono presentate due realtà: il software Movio e di conseguenza il Mud-Museo digitale, di paternità del Mibact, e il progetto #InvasioniDigitali.

 

Per quanto riguarda il software Movio e il Mud, che mirano a trasmettere la cultura tramite mostre virtuali e chiamando in causa il pubblico in prima persona, secondo me potrebbero essere utili ai loro fini ma fino a un certo punto, in quanto fanno perdere l'aura del museo e la "magia" di andarci, entrare e girare per le sale e fra le opere d'arte. Questa iniziativa sarebbe utile nel momento in cui funge da materiale informativo e da "anteprima" di quello che è la mostra questione all'interno del museo in modo da creare aspettativa nel potenziale visitatore e convincerlo, diciamo, a utilizzare il suo tempo per andare a vederla fisicamente. Con questo non mi ritengo contro all'utilizzare il web per fini culturali, deve essere solo utilizzato nel modo corretto per promuovere al meglio il museo tra il pubblico e invogliarlo a informarsi ulteriormente su di esso e sulle sue iniziative per parteciparvi attivamente.

 

Per quanto riguarda il progetto #InvasioniDigitali potrebbe essere sia positivo sia negativo per l'istituzione culturale. Positivo in quanto, grazie allo sharing di immagini sui social network si pubblicizza le opere e il museo e si fa conoscere a tutto il mondo; negativo in quanto rischia di far diventare il fine del museo quello di attirare più gente possibile, e quindi vendere di più, piuttosto che trasmettere una conoscenza a lungo termine al visitatore.

 

Perciò le nuove tecnologie, secondo me, dovrebbero essere un qualcosa in più che si aggiunge a quello che il museo ha già, per agevolarlo nella sua mission, nei suoi fini culturali e per coinvolgere maggiormente il grande pubblico.